23 dicembre: Rosa Di Diamanti

La ventitreesima e penultima finestra del Calendario dell’Avvento Romance si apre con l’autrice di Wattpad Rosa Di Diamanti con un capitolo extra, il prologo del prologo, del suo romanzo che uscirà a breve, Amore armato“.

Amore Armato di Rosa Di Diamanti

Ci sono poche cose che possono mettermi ansia e una di quelle sono le riunioni improvvise dal comando generale; è più comprensibile alle due di notte non a pranzo. La sala è vuota e ci sono solo quattro sedie. Mi accomodo al tavolo riunioni cercando risposta negli schermi spenti sul muro.
La sedia alla mia destra viene spostata. «Ma guarda un po’ chi si rivede. Com’è piccolo il mondo John» non appena sento questa voce non so se essere innervosito o sollevato che non sia l’Agente Sullivan. Mi volto verso il mio interlocutore alzando un sopracciglio «Siamo per caso amici da prenderti queste confidenze? Per te sono l’Agente Campbell».
«Tu invece puoi chiamarmi Adam, perché io ti reputo mio amico» mi provoca il ragazzo. «Io posso e ti chiamo come voglio perché sono un tuo superiore, e se ti dico che ti chiami Gatto, tu ti chiami Gatto da li in avanti». Lui scoppia a ridere e se ne esce con un miagolio e si avvicina «Dimmi padrone» imita una voce femminile. Non resisto e lo colpisco. Incassa il colpo sapendo che non gli conviene fiatare o fare altro.
Come sia diventato un agente di alto livello, quando nella vita privata si comporta da adolescente, ancora mi sfugge. Non nego che per ora è uno dei migliori ma non glielo dirò mai.
Alla mia sinistra viene spostata la sedia libera. «Agente Campbell è un piacere vederti» mi sorride Martin. Lo saluto di rimando e nel mentre Adam si sporge verso di noi abbassando la voce ed entrando in modalità seria «Voi avete capito perché questa chiamata d’emergenza?». Mi impressiona vedere come riesce a separare la sua vita fuori verso la sua vita lavorativa. Quasi, lo invidio, se non fosse che io due neuroni li ho sempre.
Martin si gira verso il collega «Ho sentito che c’è una situazione complicata a Boston» «Quale delle tante?» domando perplesso.
La porta principale viene aperta e il Generale entra a passo spedito. Ci alziamo tutti mettendoci sull’attenti.
«Comodi» esclama mentre si siede a capo della tavolata. Appoggia sul tavolo una cartella nera chiusa con un nastro rosso, questo significa solo una cosa. Emergenza.
Sugli schermi compare l’immagine di una ragazza in tuta con i capelli marroni legati in una coda alta. So benissimo che se non ci fosse il generale Adam non si preoccuperebbe di fischiare, lo sento nella mia mente il suo commento sul “chissà cosa si nasconde sotto quei vestiti”. Con la coda dell’occhio noto anche Martin soffermarsi troppo sulla ragazza e mi viene da sorridere. Due adolescenti. Porto lo sguardo anche io sulla ragazza in una foto dove sta prendendo a pugni un sacco da box. Quasi il mio tipo se non fosse una civile e il suo pessimo pugno.
«Sapete che non mi piacciono i giri di parole ma ho necessità di assegnare con urgenza la missione K077 a Boston» interrompe il silenzio il Generale incrociando le mani davanti a sé.
«K077 non è la missione soldato perfetto?» domanda Adam con l’innocenza di un bambino e quando il nostro superiore annuisce. Il Generale prende la cartella e tira fuori tre fascicoli. «Siete tre degli agenti migliori in questa struttura e vi sto facendo entrare ufficialmente nella missione K077»
«E questa ragazza cosa c’entra con la missione, è stata rapita per il pessimo gusto di vest … cosa?!» inizia a scherzare Adam per poi tacere appena viene fatto partire un video su un monitor. Sulla prima pagina del fascicolo c’è scritto:
K077 – Bettany Silver
Pericolosità della missione: letale

Il generale si alza dalla sedia.
«Buona fortuna e per non dimenticarci, Buon Natale Agenti».


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