22 dicembre: Valentina Piccione

La ventiduesima finestra del Calendario dell’Avvento Romance si apre con l’autrice Valentina Piccione con un racconto in cui dà voce alla protagonista del suo romanzo, Say Love!“.

Merry Christmas Dear Photographer

Riprendo a scrivere dopo mesi e mesi di vuoto. Non so di preciso cosa voglio dire o raccontare, ma so che devo farlo. Ho bisogno di sbloccarmi.
Sono stati mesi difficili e raccontare la mia storia per certi versi mi ha fatto bene.
Evans mi è stato vicino in questo percorso e non potrei che esserne più felice. Lui sa tutto quello che ho passato e nonostante tutto è rimasto, anche per questo, tra le varie idee che mi frullano in testa c’è quella di scrivere un racconto breve da pubblicare sul mio blog per ringraziarlo.
Iniziare questa avventura da blogger è stata forse una delle cose più belle e terapeutiche che mi potessero succedere. Grazie al Coach che ha iniziato a farmi lavorare su quello della società, per postare foto ed interviste dei ragazzi.
Sono diventata la loro Social Media Manager in pratica, e questo mi ha permesso di appassionarmi ancora di più alla pallavolo. Non avete idea di quanti forum, blog e pagine ci siano, dedicate al nostro mondo.
E dire “nostro” per una volta non mi sembra sbagliato.

Mentre sono immersa in tutte queste riflessioni, sento una mano sulla spalla e per poco non salto per aria.
Il lupo per il pelo….
Lo odio proprio quando torna prima senza avvisare, mi sarei potuta rendere un po’ presentabile ed invece mi ritrova sempre con la vestaglia di pail e le babbucce pelose.
«Sei un Cretino!»
«Dai piccola Fotografa, lo sai che adoro farti le sorprese.. non immagini cosa ho portato da mangiare!»
A quelle parole, qualsiasi briciolo di rabbia evapora e vorrei solo saltargli al collo e baciarlo. La fame non guarda in faccia nessuno, soprattutto quando hai il ciclo e sei nel pieno del blocco dello scrittore.
«Pizza?.. Sushi?.. emh…. Non lo so! Dammi quella busta!»
Lui fa un balzo all’indietro e quasi rischia di buttare giù l’albero di natale.
Lo guardo malissimo perché sa quanto ci tengo. È il mio primo albero di natale da persona libera e felice, finalmente un natale un cui posso davvero godermi tutto, dalle luci ai panettoni e perfino i regali.
«Ti do la busta solo se prima mi dai un bacio..»
«Preferisco morire di fame piuttosto che cedere ai tuoi ricatti!»
La fermezza nella mia voce vacilla un po’ quando lo vedo allontanarsi con il sacchetto misterioso in mano.
Ho fame, per la miseria!
La mia mente allora attiva un piano d’azione. Vado in cucina anche io e fingo di prendere un bicchiere d’acqua per sbirciare nel sacchetto.
Evans finalmente apre le porte del paradiso e mi arriva un profumino sotto al naso, di deliziosi ravioli al vapore. In quel momento decido di cambiare strategia e prenderlo con le buone, tanto arrabbiarmi non farà altro che allontanarmi da quella delizia.
«Ehi Evans, che ne dici di una scommessa?» dico, guardandolo dritto negli occhi.
Lo vedo deglutire e sento già quei buonissimi ravioli nel mio stomaco.
«Sentiamo un po’, cosa vorresti scommettere? Sono migliorato in tutto questo tempo, non mi farai cedere scoprendoti un po’»
Sorrido a questa sua presa di posizione, perché lui cederà. Ovviamente cederà!
«ma niente di che in realtà.. ricordi che oggi avevamo un programma di finire di addobbare la casa e dopo abbiamo la festa in maschera, di quella tipa odiosa, a cui non voglio andare perché ci litigherei sicuramente, ma voglio andarci solo per darle fastidio?»
«Ovviamente! È tutto il giorno che mi mandi messaggi per ricordarmelo..»
Mi avvicino a lui e “casualmente” mi si scopre la spalla nuda sotto la vestaglia. I suoi occhi sono immediatamente attratti da quella vista e li vedo scaldarsi di una meravigliosa luce che urla “vittoria per Liah”.
«Bene, la cosa è semplicissima. Una stanza per uno e chi finisce prima mangia tutto quello che c’è dentro quella busta, qualsiasi cosa sia. Poi da bravo bimbo, se vinco io, ti vai ad infilare il costume da cowboy che ho scelto per te!» faccio spallucce, fingendo di non avere il naso inondato da un profumino paradisiaco.
«E se ci fosse qualcosa che non ti piace?» prova lui.
«Vincerai un bacio, una notte di QCV e metterò quel dannato costume da suora!» sorrido, alzando gli occhi al cielo.
Tre letterine magiche che mi porteranno alla vittoria.
“Quello che Vuoi”
Dominique avvampa, poi deglutisce ed infine scuote le spalle tornando ad avere la sua aria spavalda.
«Ci sto!»
«Tu salotto, io camere!» dico stringendogli la mano.
Pensa di avere la vittoria in pugno ma forse non mi conosce bene come crede.
Beh in fondo mica è andato a controllare le camere da letto giusto? E non gli avevo nemmeno detto di averle già addobbate entrambe con le candele, le coperte e le ghirlande alle finestre con le lucine.
Ops…
Aspetto giusto un paio di minuti, scrollando qualche Tik Tok e poi esco dalla stanza fresca come una rosa.
Trovo il pallavolista con tutti gli scatoloni già buttati sul pavimento che cerca di togliere i nodi alle ghirlande da mettere sui mobili alti e le lucine per la porta.
Non fa nemmeno caso a me, talmente è concentrato.
Già lo immagino alla festa di questa sera, con quel costume da Cowboy, a petto nudo..
Poi nella mia mente si formano tutte le vere immagini delle ragazzine urlanti che sbaveranno sul MIO coinquilino e ho un cedimento, perché una in particolare mi da sui nervi, ma ci sto andando di proposito.
Forse il vestito da suora non è poi così male..
Però è anche vero che ho fame, quindi devo trovare una soluzione!
Ci penso un attimo e silenziosa come sono arrivata, mi dirigo in cucina, senza che Evans se ne accorga.
Prendo i ravioli e me li servo in una ciotola, lasciandone giusto uno per il povero pallavolista ignaro. Mi armo di tovagliolo e bacchette e silenziosissima come una ladra, torno in camera.
Lascio che il mio coinquilino finisca quello che sta facendo, comodamente stirata a letto e soprattutto a pancia piena.

Quando finalmente Evans termina il suo lavoro, viene a bussare alla porta della camera, io nascondo al volo la ciotola e lancio una ghirlanda a terra.
«Ho finito!» dice aprendo piano la porta.
«Beh.. Per un pelo!» dico io, usando la mia miglior espressione di tristezza.
«adesso io vado a mangiare e tu ti infili quel castissimo vestito da Suora, così possiamo andare.»
Sbuffo e vado verso l’armadio, Evans intanto arriva in cucina e lo sento borbottare qualcosa. Peccato che la mia porta sia già chiusa a chiave ed io abbia riacceso la musica a tutto volume. Devo prepararmi per la serata in fondo.

Il vestito non è male.. Dopo le mie modifiche, chiaramente!
Ho creato due profondi spacchi sulla gonna, tolto il collo alto e tagliata una scollatura vertiginosa ed infine scoperto la pancia rendendolo un due pezzi.
Dovevo fare la sarta io, non la fotografa!
Sistemo i capelli e mi trucco con cura, se non sarò al centro dell’attenzione questa sera, non penso mi divertirò abbastanza.
Confesso che adoro quando gli occhi di tutti sono puntati su di me ed il mio caro coinquilino schiatta di gelosia!
È anche vero che non lo ammetterà mai, ma da come prende possesso delle mie labbra una volta tornato a casa, direi che non mi possono proprio venire dubbi.
Evans bussa alla mia porta, per l’ennesima volta. Stiamo facendo tardi, ma non mi importa, anzi.. Magari vedendomi così, ci darà una buona scusa per rimanere a casa!
Dopo altri 20 minuti, finalmente esco dalla camera ed ho una visione.. Ma a quanto pare anche lui, dalla sua espressione.
Alla fine ha messo il costume da pompiere che si era comprato l’anno scorso.
Non ha un centimetro di pelle scoperta ma è comunque sexy da morire, la giacca che gli fascia perfettamente le spalle e sono sicura che quel modello di pantaloni faccia risaltare il suo meraviglioso lato b.
Ecco di quello potrei perfino essere invidiosa!

«Ma non eri una suora tu? Sono certo che morirai di freddo conciata così!»
«Tesoro caro, la mia unica certezza in questo momento è che sento caldo.. Tanto caldo.. Potrei quasi prendere fuoco!»
Lo guardo dritto negli occhi e faccio un passo verso di lui, di conseguenza Evans fa un passo indietro.
«Non aver paura figliolo, al massimo potrei farti scoprire dove tengo l’acqua santa.. »
Altro passo indietro, poi un altro ancora. Il caro pallavolista è palesemente in difficoltà, ma io non sono da meno. Lo sguardo mi cade su quelle meravigliose labbra, che non fanno altro che contraddirmi.
I nostri sguardi si fondono e so perfettamente come andrà a finire, avrò tempo per dar fastidio alla tipa odiosa…

Per mia gioia (e sanità mentale) abbiamo dato buca alla festa in maschera organizzata dalla barista cascamorta che fa il filo a mezza squadra, e possiamo dedicare la serata a conoscerci ancora meglio ed esplorare qualche nuovo giochino acrobatico di cui ho letto.

Alla mezzanotte del 24 dicembre il mio coinquilino stacca le sue labbra dal mio collo e facendo una carezza sul viso mi sussurra all’orecchio:
«Buon Natale Piccola Fotografa!»
So che è peccato illudermi, e so che forse è l’alcol che abbiamo in circolo e rendere tutto così “speciale”, ma questa frase, in questo momento mi porta un soffio al cuore. Una sensazione di leggerezza, qualcosa che non pensavo di poter provare.
E magari siamo tutti d’accordo che sia frutto dell’alcol, ma in fondo mi sento un po’ a casa tra le braccia di questo ragazzo così diverso da me.
«Buon Natale Evans!».

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